Riferimento tecnico · GNU/Linux
Dischi, partizioni e filesystem
Il nome di un device può cambiare; UUID, punti di mount e una mappa chiara dello storage rendono la configurazione più resistente.

Costruire la mappa senza scrivere
Prima di partizionare o formattare, elencare dischi, filesystem e punti di mount. Confrontare capacità e modello, non affidarsi soltanto a /dev/sdX. Su una macchina con più unità, un collegamento o un ordine di rilevazione diverso può cambiare le lettere.
lsblk -o NAME,SIZE,TYPE,FSTYPE,UUID,MOUNTPOINTS
findmnt
blkid
Questi comandi osservano lo stato. Salvare l’output insieme al piano permette di verificare quale livello si sta modificando: disco, partizione, volume logico o filesystem. La Debian Reference offre un quadro ampio del filesystem Unix e dell’amministrazione.
Tabella delle partizioni e firmware
GPT è lo schema comune sui sistemi moderni e si combina con l’avvio UEFI attraverso una partizione di sistema dedicata. La tabella descrive gli intervalli sul disco; non contiene da sola i file. Creare una partizione e creare un filesystem sono azioni distinte, entrambe potenzialmente distruttive.
Prima di confermare una nuova tabella, verificare che il disco non contenga dati necessari e che il backup sia leggibile. Gli esempi di comandi di scrittura vengono volutamente omessi: interfacce e identificatori dipendono troppo dal contesto per essere copiati in sicurezza.
ext4 e montaggio
ext4 è una scelta generale per molti sistemi Linux. Il filesystem conserva dati e metadati, mentre il mount lo collega all’albero delle directory. Un filesystem sano può risultare invisibile semplicemente perché non è montato nel punto atteso; un mount fallito non implica automaticamente perdita dei dati.
findmnt /percorso
lsblk -f
df -hT
Per una diagnosi controllare device, tipo, UUID, directory di mount e log. Non eseguire riparazioni su un filesystem montato in scrittura salvo indicazione esplicita dello strumento e della documentazione. Una copia recente viene prima di un tentativo invasivo.
LVM: flessibilità a livelli
LVM separa volumi fisici, gruppi di volumi e volumi logici. Il modello consente di allocare spazio e ampliare volumi con maggiore flessibilità, ma aggiunge un livello da documentare. Il pacchetto Debian lvm2 contiene gli strumenti di gestione.
sudo pvs
sudo vgs
sudo lvs -a -o +devices
Osservare prima i tre livelli evita di estendere il volume sbagliato. Aumentare un volume logico e aumentare il filesystem sono operazioni separate; l’ordine dipende dall’obiettivo e dagli strumenti. Ridurre è più delicato e non è supportato allo stesso modo da tutti i filesystem.
fstab e avvio
/etc/fstab definisce mount persistenti. Usare UUID riduce la dipendenza dall’ordine dei device. Prima di riavviare, controllare sintassi e provare i mount; un errore può rallentare o interrompere l’avvio, soprattutto per volumi obbligatori.
sudo findmnt --verify
sudo mount -a
findmnt
Eseguire il test in una sessione che possa essere recuperata e leggere ogni avviso. Per risorse rimovibili o di rete valutare opzioni che non rendano fragile il boot, ma comprenderne la semantica invece di copiarle. Commentare lo scopo delle righe non ovvie.
Swap e pressione di memoria
La swap offre al kernel spazio per pagine meno attive e può essere una partizione o un file. Non sostituisce la RAM e non corregge un’applicazione che consuma memoria senza limite. Dimensione e necessità dipendono dal carico e dall’eventuale sospensione su disco.
swapon --show
free -h
cat /proc/sys/vm/swappiness
Una attività di swap elevata è un segnale da correlare con memoria disponibile, I/O e latenza. Cambiare swappiness senza misurare può spostare il sintomo. Prima identificare il processo e il profilo del carico.
Punti di ripristino, RAID e backup non sono sinonimi
Un punto di ripristino conserva uno stato vicino nel tempo e spesso dipende dallo storage originale. RAID mantiene il servizio in presenza di alcuni guasti hardware, secondo il livello. Nessuno dei due protegge da tutte le cancellazioni, configurazioni sbagliate o compromissioni. Un backup separato conserva una copia con una politica di retention.
La prova di ripristino deve includere file, permessi e applicazione. Per dati importanti, conservare almeno una copia fuori dalla macchina e verificare periodicamente che sia leggibile. Lo storage diventa affidabile quando il recupero è una procedura, non una speranza.